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La misura 312 del PSL del GAL Valle della Cupa intende incentivare lo sviluppo e la creazione di imprese non agricole, già esistenti o tutte da costruire. L’obiettivo fondamentale è quello di sostenere lo sviluppo e l'innovazione organizzativa e tecnologica delle microimprese, oltre che la formazione di microcircuiti di distribuzione locale.
Attraverso questo strumento, in linea con gli obiettivi delineati dalla politica agricola economica europea, si sta perseguendo l’obiettivo di diversificare l’economia locale e sostenere l’imprenditoria tra tradizione e innovazione, sempre con un occhio di riguardo ai giovani e alle donne. Inoltre, altro obiettivo dichiarato è quello di ridurre la dipendenza dal settore primario. Quattro i settori strategici su cui si punta:
- Artigianato tipico locale;
- Commercio, esclusivamente relativo ai prodotti tradizionali e tipici del territorio;
- Servizi alla popolazione locale soprattutto per la prima infanzia e gli anziani (creazione di ludoteche, baby-sitting, centri ricreativi per anziani);
- Servizi attinenti il “tempo libero” (biblioteche, piccoli centri ricreativi, centri adibiti alla presentazione di produzioni cinematografiche e/o spettacoli, a attività di intrattenimento, di sport).
Il Gal, a sostegno di queste attività ha stanziato risorse importanti che prevedono un finanziamento a fondo perduto fino a 20.000,00 euro pari al 50% dell’investimento massimo ammissibile.

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Intervista alla dott.ssa Patrizia Stefanelli. L’etimologia della parola svela già molto, deriva da hippos cavallo e therapeia, cura ed infatti si tratta di una metodologia curativa che utilizza un insieme di tecniche mediche. 
Ne abbiamo parlato con Patrizia Stefanelli, pedagogista esperta di ippoterapia: “il termine viene utilizzato impropriamente: l’ippoterapia è parte di un percorso riabilitativo complesso, che inizia con le tecniche di ippoterapia ma prosegue con la riabilitazione, la fase pre-sportiva ed infine quella sportiva”. 
Il metodo utilizzato è quello della Terapia con il Mezzo del Cavallo (T.M.C.): “un procedimento riabilitativo globale che si prende cura dell’intera persona, sollecitando la partecipazione di tutto l’individuo attraverso competenze fisiche e psichiche, senza mettere in risalto alcun deficit personale”. Ed è proprio in quello spazio aperto e privo di confini della relazione persona/cavallo, che le cure riabilitative trovano terreno fertile. L’atmosfera è quella del gioco sebbene l’attività si strutturi in più fasi. “Quella sportiva promuove inclusione sociale e socializzazione; inoltre è completata da incontri periodici con una psicologa per ampliare l’approccio globale alla persona”. L’età indicata è quella con adolescenti e pre adolescenti (6/18 anni) ma è prevista anche l’attività con i bambini di 0/6 anni con i quali viene messo in atto il maternage: “grazie ai movimenti del cavallo, i bambini si rannicchiandosi verso l’operatore come se fosse un ritorno alla fase uterina”. La terapia è rivolta in modo particolare a chi ha difficoltà motorie, problemi comportamentali/cognitivi come l’autismo o la dislessia ma in generale “bisogna sfatare questo mito e dire che è una disciplina adatta a tutti perché in grado di rafforzare autostima e senso di responsabilità”. Dunque non resta che provare!

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Chi ha deciso di trasformare la propria abitazione in un affittacamere o in una casa vacanze sa cosa voglia dire promuovere la propria struttura. Eppure spesso si trascurano semplici azioni che garantirebbero ottimi risultati.
Parliamo del passaparola che dimostra di avere grandi potenzialità e a ben guardare è il meccanismo che anima alcuni strumenti di web marketing e i social media.
Il processo è semplice e lo conosciamo bene: per scegliere ci fidiamo più del parere di amici e parenti che di mille messaggi pubblicitari. Ciò accade perché consideriamo disinteressate e credibili le informazioni delle persone a noi vicine. Pensate ad esempio a quante volte vi hanno parlato bene di un ristorante e avete deciso di provarlo insieme ad altri amici, per poi parlarne bene a qualcun altro che a sua volta ha portato lì altre persone, per poi magari postare una foto o cliccare “mi piace” su Facebook o scrivere una recensione su Tripadvisor in un infinito passaparola. 
È dimostrato infatti che la relazione con gli altri è centrale nell’esperienza turistica e nella decisione di scelta. Per informarci utilizziamo sempre di più il web ma per decidere contiamo sui pareri (recensione) della comunità (community) a noi vicina.
Il consiglio quindi è di partire da chi ha già soggiornato nella nostra struttura o da chi consociamo. Queste persone saranno il primo veicolo di diffusione verso altri: il segreto è incuriosire, sorprendere, soddisfare le esigenze degli ospiti! Immaginate di venire accolti con un aperitivo a km zero o di trovare un’originale guida sugli itinerari più bizzarri nella vostra camera, non vedreste l’ora di raccontarlo a tutti, di persona o attraverso i social network!
Il passaparola diventa ancora più efficace se nel target group sono presenti gli opinion leader, tutti coloro che di fatto hanno capacità di influenzare la loro rete/comunità (giornalisti, blogger, social media manager, guide turistiche o molto più semplicemente chi va in vacanza).
Scelto il proprio target (passaggio consigliato per delineare meglio la strategia) gli strumenti per stimolare il passaparola sono numerosi: dal souvenir alle ricette, dal regalo di piccoli libri alle fotografie, dalle cartoline ai gadget oppure alla proposta di pacchetti innovativi, buoni sconto, fidelity card…insomma tutto ciò che possa suscitare interesse o sorprendere.
Si capisce bene come il web sia una straordinaria cassa di risonanza per amplificare la visibilità e gestire la propria reputazione on line. Internet e i Social network sono il prolungamento naturale di questo processo che si nutre di relazioni e conversazioni tra utenti. In fondo questo è il meccanismo che è alla base di moltissimi portali come Tripadvisor, Airbnb, Yelp ed altri, dove contano più le recensioni (più o meno reali) della community che le informazioni ufficiali della struttura . Lo stesso Facebook è un esempio di come funzioni il passaparola on line. Cliccando “mi piace” infatti, si innescano processi che moltiplicano la visibilità. Avviare il passaparola on line e off line non è cosa semplice: è necessario avere costanza, studio e creatività. Ma intanto cominciate a dedicare sempre più attenzione ai vostri ospiti, non ve ne pentirete!

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