Regione Puglia

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Quali siano i requisiti necessari per i pagamenti comunitari, oggi è finalmente più facile saperlo. L’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), infatti, ha chiarito, con una circolare, i criteri di assegnazione dei finanziamenti comunitari relativi alla nuova PAC, sia per quanto riguarda gli aiuti diretti che alcune misure dello sviluppo rurale, che interessano la programmazione 2014/2020. In particolare quelle relative alla gestione del rischio in agricoltura, giovani agricoltori, qualità, agricoltura biologica, zone svantaggiate, benessere degli animali.
Per presentare la domanda di aiuto, il soggetto interessato deve dimostrare di essere agricoltore in attività, documentando cioè che la sua attività agricola sia l’attività principale o presentando la certificazione del salario (percepito nell'anno precedente alla domanda) oppure tramite l’iscrizione INPS, con la qualifica di "coltivatore diretto" o "imprenditore agricolo professionale" o "colono" o "mezzadro" oppure con la partita IVA attiva in campo agricolo. Di contro, sono considerati agricoltori non attivi invece i proprietari terrieri che non svolgono attività minime, i soggetti le cui attività agricole costituiscono solo una parte insignificante delle loro attività economiche complessive e coloro la cui attività principale non è l'esercizio di un'attività agricola.

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Da secoli il Salento è conosciuto per la produzione di olio e di vino. Queste due colture non caratterizzano solo l’economia, ancora prettamente agricola, dell’area, e in particolare della Valle della Cupa, ma caratterizzano anche la storia del territorio, delle strutture e degli abitanti stessi.
Muovendosi nelle campagne delle terre della Valle della Cupa si è immersi in sterminati campi di ulivi, che impressionano per i loro tronchi intrecciati a testimonianza del loro impianto secolare, una realtà da salvaguardare, perché racconta la storia del territorio, così come le chiese, i palazzi e le tante strutture architettoniche che fanno del Salento una importante meta storico-artistica.
Ed oltre l’ulivo è la vite che caratterizza l’area: vitigni autoctoni, come il negroamaro e il primitivo, che da secoli contraddistinguono le produzioni locali, ma anche vitigni nazionali e internazionali, negli ultimi anni entrati a far parte delle nostre produzioni.
Una storia che è raccontata anche dagli antichi luoghi di produzione, i molti frantoi disseminati nel territorio, e le numerose aziende vitivinicole, che fanno da sfondo a qualsiasi itinerario che si svolga in queste terre.
La coltura dell’olio, destinato in antichità ad uso lampante e per la produzione di saponi (solo in minima parte ad uso alimentare), è sempre stata peculiarità di quest’area. Dal XVI al XIX secolo vengono costruiti in tutto il territorio frantoi, per lo più ipogei, cioè collocati sotto terra dove la temperatura costante permetteva una maggiore conservazione. La maggior parte di questi frantoi furono dismessi alla fine dell’Ottocento a causa dell’utilizzo di strumenti e macchinari moderni, ma ancora, percorrendo le campagne, è possibile visitarne alcuni, oggi veri e propri reperti di archeologia industriale.
La coltivazione della vite, attestata in Salento già in età pre-romana, è parte integrante della tradizione e dell’economia della regione. A partire dalla metà dell’Ottocento, a causa della grande richiesta di vino da parte di paesi esteri, la produzione subì una crescita repentina che continua ancora oggi.
Proprio per questo il territorio della Valle della Cupa entra a far parte del Parco del Negroamaro, nato con l’intento di migliorare il servizio offerto ai turisti, incentivare le manifestazioni tradizionali e culturali e promuovere il territorio a livello popolare.

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I processi di semplificazione della Pubblica Amministrazione, da fine marzo, interesseranno anche il settore dell'agricoltura. E' infatti di questi giorni l'annuncio dl Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Martina, di “Agricoltuta 2.0”: il piano operativo, che si prospetta come una vera e propria rivoluzione digitale del settore agricole. Un milione e mezzo di agricoltori potenziali, potranno usufruire degli aiuti comunitari della PAC, attraverso un semplice modulo precompilato on line. Dal 23 marzo 2015, infatti, il piano prevede la possibilità per gli agricoltori (in maniera autonoma o assistiti dal CAA), di utilizzare i servizi sul sito sia di Agea che degli organismi pagatori regionali, semplificando e velocizzando il sistema.
Accanto a queste pratiche agevolate, verrà anche istituito un database unico delle Aziende Agricole e degli Organismi Pagatori, andando ad integrare tutte le informazioni, aggiornate su base territoriale. Un'altra semplificazione, un Unico Fascicolo Aziendale, che metterà insieme tutto ciò sino ad ora era gestito separatamente: il piano colturale, il piano assicurativo individuale e il quaderno di campagna.
E’ per dicembre 2016 però che è previsto il vero cambiamento. Da allora, sarà possibile presentare, presso qualsiasi struttura di assistenza (CAA), una unica Domanda Unificata, che accorpi le richieste Pac, Uma, Psr, Assicurazioni, ecc. A ciò si aggiunge anche la Banca dati Unica dei Certificati - dove coordinare a livello nazionale la raccolta, la durata e la validità delle certificazioni (antimafia, DURC, ecc.).
At least but not last, sarà possibile introdurre il Pagamento anticipato a giugno 2016, andando ad erogare l'anticipo dei pagamenti Pac fino al 100% dell'importo dovuto per le aziende che ne faranno richiesta all'atto della domanda, direttamente a giugno, invece che a dicembre, tramite accesso al credito bancario. Si intuisce subito come questa riforma rappresenti una grande conquista per tutti. Sia per le aziende agricole, che dal punto di vista burocratico, saranno enormemente facilitate, oltre che agevolate a livello finanziario, che per le Amministrazioni, che d’ora in poi potranno avere una maggiore efficienza nei controlli.

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